Archivi del mese: giugno 2024

“NON E’ CAMBIATO NIENTE TRANNE TE” VERNISSAGE. MIREILLE MARTINA PIGAZZI. L’ARTISTA ITALO-CAMERUNESE INDAGA IL RAPPORTO EMOTIVO CON IL CAMERUN.

LA MOSTRA: CON LE PAROLE DI MIREILLE

“Il progetto di residenza nasce dall’incontro con l’associazione culturale Patrie Art, che opera per la promozione della cultura camerunese. Ne è sortita una residenza artistica della durata di circa due mesi, con una mostra finale per presentare i lavori prodotti.

Mi sono concentrata sull’esplorazione del mio rapporto emotivo con il Camerun e sul trovare un modo per raccontare l’esperienza vissuta quest’anno.

Il risultato di questa ricerca è un corpus di opere di diverso genere, come l’acquerello, la ceramica, la scrittura e il suono. Attraverso la mia poetica, ho cercato di esporre il mondo della mia interiorità tra il conscio e l’inconscio, dove la realtà si mescola all’immaginazione e dove i pensieri fluttuano tra il concreto e l’immaginario”.

LA BIOGRAFIA : CON LE PAROLE DI MIREILLE


“Sono arrivata in Camerun a luglio 2023 per un anno di Servizio Civile con l’Associazione COE – Centro Orientamento Educativo, presso la struttura Libre Académie des Beaux-Arts (LABA) a Douala. Mia madre è camerunese e mio padre italiano. Io sono nata e ho sempre vissuto in Italia. Questo è il mio quarto viaggio in Camerun, ma dall’ultimo sono passati quindici anni.

Il motivo che mi ha spinta a fare questa esperienza è stato il bisogno di prendermi del tempo per esplorare e per conoscere il Paese che mi ha dato origine. Non sono mancati gli shock, soprattutto in ambito lavorativo e nella gestione della quotidianità. Ho preso parecchie scottature, ma ho avuto anche molte gioie: in primis l’avvicinamento alla mia famiglia materna, con cui ho legato tanto e verso la quale provo un affetto profondo”.

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RICHIESTA DEL VISTO NAZIONALE PER MOTIVI FAMILIARI

Si informa che, a seguito della recente modifica dell’art. 23 del DL 30/2007, dal 1 giugno 2024, i familiari stranieri di cittadini italiani o UE che intendono ricongiungersi con il familiare stabilmente residente in Italia dovranno richiedere il rilascio di un visto nazionale per “motivi familiari”, come previsto dal D.I. 850/2011 allegato A punto 10.

familiari che hanno diritto al ricongiungimento familiare sono esclusivamente quello indicati nell’art.23 del DL 30/2007.

1) il/la coniuge;

2) il/la partner,  che abbia contratto con il cittadino dell’Unione un’unione registrata (es: il PACS in Francia) sulla base della legislazione di uno Stato membro, qualora la legislazione dello Stato membro ospitante equipari l’unione registrata al matrimonio e nel rispetto delle condizioni previste dalla pertinente legislazione dello Stato membro ospitante;

3) i discendenti diretti di età inferiore a 21 anni o a carico e quelli del coniuge o partner di cui alla lettera b);

4) gli ascendenti diretti a carico e quelli del coniuge o partner di cui alla lettera b);

Sono equiparati al discendente diretto/ascendente diretto anche gli adottati/adottanti ed i minori sottoposti a tutela/affido permanente con provvedimenti emessi ai sensi della L. 184/83.

I visti saranno rilasciati a titolo gratuito (art. 5 comma 3 del DL 30/2007).

La richiesta di visto dovrà essere presentata tramite posta elettronica a: yaounde.visti@esteri.it

Non è previsto rilascio del Nulla Osta del SUI.

Il visto avrà una durata di 365 giorni con ingressi multipli.

Entro 8 giorni dall’ingresso in Italia gli interessati dovranno fare richiesta del permesso di soggiorno per “motivi di famiglia”.

DOCUMENTAZIONE PER RICHIEDERE IL VISTO

Lettera di invito del familiare italiano/comunitario dalla quale si evinca l’intenzione di esercitare il diritto all’unità familiare corredata da un documento di identità valido.

Documentazione di stato civile, che attesta la condizione di familiare ai sensi dell’art. 2 del DL 30/2007 tradotta e legalizzata, oppure atto di matrimonio o unione civile trascritto in Italia.

Nei casi in cui è previsto l’accertamento della presa in carico del familiare, il cittadino italiano/comunitario deve dimostrare di avere le rimesse economiche. Il sostegno economico deve essere di natura strutturale e deve consentire al beneficiario, alla luce delle sue condizioni finanziarie e sociali nello Stato di origine o provenienza, di sopperire ai suoi bisogni essenziali.

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