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EU DIGITAL COVID CERTIFICATE AGLI ITALIANI E ALLE ITALIANE VACCINATI CONTRO IL SARS-COV-2- O GUARITI/E ALL’ESTERO DA COVID-19

Gentile Cittadina, Gentile Cittadino,

dato l’interesse personale e collettivo dell’oggetto in questione, ovvero le CONDIZIONI PER RICHIEDERE IL CERTIFICATO VERDE COVID -19, La invito a leggere con attenzione le norme contenute nella circolare:

Con la circolare del 4 agosto 2021 il Ministero della Salute ha disposto che tutti i soggetti iscritti a qualunque titolo al Servizio Sanitario Nazionale che sono stati VACCINATI ALL’ESTERO contro il SARS-CoV-2, o che sono GUARITI/TE ALL’ESTERO DA COVID-19, potranno richiedere, se si trovano già sul territorio italiano, IL RILASCIO delle CERTIFICAZIONI COVID-19 per vaccinazione o per guarigione emesse dalla Piattaforma nazionale-DGC sulla base dei criteri di emissione stabiliti dalla norma di legge, recandosi presso le Aziende Sanitarie locali di competenza territoriale, secondo modalità stabilite dalle Regioni e Province Autonome, e presentando, oltre al documento di riconoscimento e l’eventuale codice fiscale, la seguente documentazione, in funzione della tipologia di certificazione verde COVID-19 richiesta:

A) IL CERTIFICATO VACCINALE rilasciato dall’Autorità Sanitaria estera che RIPORTI ALMENO I SEGUENTI CONTENUTI:

i dati identificativi del titolare: nome, cognome, data di nascita
i dati relativi al/ai vaccino/i: denominazione e lotto
la data/e di somministrazione del/dei vaccino
i dati identificativi di chi ha rilasciato il certificato: Stato, Autorità sanitaria

PER IL RILASCIO DELLA CERTIFICAZIONE COVID-19 SONO VALIDI al momento ESCLUSIVAMENTE I SEGUENTI VACCINI APPROVVATI dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA):

COMIRNATY(PfizerBioNtech);
SPIKEVAX (Moderna);
VAXZEVRIA (AstraZeneca);
COVID-19 VACCINE JANSSEN (Janssen-Johnson & Johnson).

B) IL CERTIFICATO DI GUARIGIONE rilasciato dall’Autorità Sanitaria estera DEVE RIPORTARE ALMENO I SEGUENTI DATI:

gli identificativi del titolare: nome, cognome, data di nascita
le informazioni sulla precedente infezione da SARS-CoV-2 del titolare, successivamente a un test positivo: data del primo tampone molecolare positivo
i dati identificativi di chi ha rilasciato il certificato: Stato, Autorità sanitaria

I CERTIFICATI di cui alla LETTERA A) e B), in formato cartaceo e/o digitale, dovranno ESSERE REDATTI ALMENO IN LINGUA INGLESE e, per LA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO, in lingua inglese o TEDESCA; in caso di altra lingua dovranno essere accompagnati da una traduzione giurata.

In caso di richiesta di emissione di certificazione verde COVID-19 a seguito di completamento del ciclo vaccinale con una sola dose dopo guarigione, il richiedente dovrà presentare entrambi i certificati di cui alla lettera a) e b).

In caso di somministrazione di una sola dose di vaccino già avvenuta all’estero, per ciclo vaccinale a più dosi, la certificazione verde COVID-19 relativa alla prima dose potrà essere richiesta solo se non siano già scaduti i termini di validità stabiliti in relazione al tempo massimo per la somministrazione della seconda dose di quel vaccino (attualmente 42 giorni per i vaccini a mRNA e 84 giorni per Vaxzevria). In ogni caso, al/alla richiedente richiedente dovrà essere garantita la somministrazione della dose per il completamento del ciclo vaccinale.

La documentazione presentata dal richiedente potrà essere validata, verificando il rispetto dei requisiti sopra elencati, esclusivamente da personale medico.

Per l’inserimento dei dati del richiedente, ai fini del rilascio della certificazione verde COVID-19, i Servizi Sanitari Regionali saranno abilitati per l’accesso ad una specifica funzionalità disponibile nel Sistema Tessera Sanitaria (TS) e l’amministratore di sicurezza locale del Sistema TS dovrà provvedere ad abilitare il personale addetto.

I dati relativi alle vaccinazioni effettuate all’estero acquisite nel Sistema Tessera Sanitaria (TS) con la sopracitata funzionalità potranno poi essere resi disponibili alle Regioni di residenza dall’Anagrafe Nazionale Vaccini (AVN), attraverso le medesime modalità con cui vengono restituite le somministrazioni di vaccini anti-COVID 19 somministrate a soggetti fuori dalla propria Regione di residenza, previa verifica delle modalità di restituzione delle stesse informazioni dal Sistema TS ad AVN.

I dati inseriti nel sistema TS confluiranno nella Piattaforma nazionale–DGC per generare in automatico la certificazione verde COVID-19 che l’interessato potrà acquisire, tramite l’AUTHCODE che riceverà via mail o, ove non disponibile l’indirizzo di posta elettronica, via SMS, dal sito http://www.dgc.gov.it o dall’APP IMMUNI, in combinazione con gli estremi della propria tessera sanitaria o, in mancanza, con quelli del documento di identità presentato al momento della richiesta, oppure tramite identità digitale SPID/CIE sempre sul sito http://www.dgc.gov.it o con APP IO.

Ove il richiedente completi successivamente il ciclo vaccinale presso un punto vaccinale regionale, la seconda dose dovrà essere registrata come tale nel sistema vaccinale regionale che trasmetterà l’informazione all’Anagrafe Nazionale Vaccini tramite il flusso giornaliero AVC, in analogia a quanto già in essere con la registrazione delle somministrazioni di seconde dosi effettuate nell’ambito del piano strategico nazionale per la vaccinazione contro il SARS-CoV-2.

Il testo integrale della circolare è disponibile qui. Buona lettura!

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75 ANNIVERSARIO DELLA REPUBBLICA: LA FESTA DEGLI ITALIANI E DELLE ITALIANE

Cara Connazionale, Caro Connazionale,

è con un sentimento di vicinanza che il Vice Console, Mauro Battistella, unitamente alla sottoscritta, Le rivolgono un sentito augurio per la 75 Festa della Nostra Repubblica.

Una Festa accompagnata dalle parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’apertura del concerto offerto al Palazzo del Quirinale per celebrare il nostro Paese:

Palazzo del Quirinale, 1 giugno 2021

“Ringrazio il Maestro Jakub Hrůša e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che, tra poco, ci offriranno uno splendido momento.

Grazie a Roberto Bolle che – insieme alla bravissima Virna Toppi – dona al Quirinale, in una “prima” eccezionale, l’espressione artistica del balletto.

Desidero ricordare, in questa occasione, una grande figura della cultura italiana, Carla Fracci, che, con le sue straordinarie doti, ha reso lustro al mondo della danza a livello internazionale.

Rivolgo un saluto ai presenti e a quanti seguiranno questo evento attraverso la radio, la tv, la rete del web.

Celebriamo una ricorrenza particolarmente importante: settantacinque anni or sono il popolo italiano, lasciandosi alle spalle le tragedie della dittatura e della guerra, scelse la Repubblica.

Sono particolarmente lieto di condividere la Festa degli Italiani con gli Ambasciatori accreditati, rappresentanti dell’amicizia che lega i loro Paesi all’Italia.

Il progresso realizzato dalla Repubblica Italiana in questi settantacinque anni è stato straordinario. Ci ha accompagnato una condivisione di valori e di prospettiva con le numerose nazioni con le quali abbiamo cooperato.

E’ questa dimensione del multilateralismo – radicata nella nostra Costituzione – che ha espresso l’autentica vocazione del nostro Paese: contribuire a realizzare un mondo in pace, in cui i diritti della persona e dei popoli trovino piena attuazione, secondo regole assunte dalla comunità internazionale.

Si tratta di diritti inalienabili e indivisibili. Ogni atto di forza contro di essi danneggia la causa della pacifica coesistenza e del sereno sviluppo di relazioni basate sul diritto internazionale.

La concezione di un bene comune, più importante di ogni particolarismo, ci ha portato ad essere convintamente parte della Unione Europea, elemento imprescindibile della nostra stessa identità nazionale.

La terribile esperienza della pandemia e dei suoi effetti ha reso evidente la profonda interdipendenza dei destini dei nostri popoli: soltanto efficaci forme di coordinamento si sono dimostrate utili per contrastarla e sconfiggerla.

Questa cooperazione è chiamata a sostenere le opportunità offerte da una nuova stagione di ripresa e rinascita, civile ed economica. Un nuovo inizio per una comunità internazionale che voglia affrontare con successo le sfide della sostenibilità dei modelli di vita e della lotta alle disuguaglianze.

Mi permetto di invitare, a questo fine, a trovare le tante ragioni di un impegno condiviso, che non attenua le differenze, ma unisce gli sforzi di tutti contro i nemici dell’umanità.

La nascita della Repubblica Italiana, nel 1946, segnava anch’essa un nuovo inizio: la edificazione di una casa comune, basata sulla libera sottoscrizione di un patto di cittadinanza da parte dei cittadini e, per la prima volta, delle cittadine.

Sulle macerie il popolo italiano, i popoli d’Europa, i popoli del mondo, si proposero di non ripetere gli errori del passato. Non sempre ci siamo riusciti.

Ma la spinta alla rinuncia della guerra, come strumento di risoluzione delle controversie internazionali, è stata allora, e rimane, robusta e forte.

E’ un disegno incompiuto, per il quale moltiplicare gli impegni comuni.

Con questa convinzione e in questa prospettiva auguro a tutti buona Festa della Repubblica Italiana”.

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MODULO DI LOCALIZZAZIONE DEL PASSEGGERO/A OBBLIGATORIO PER ENTRARE IN ITALIA DAL 24 MAGGIO 2021

Gentile Connnazionale, Gentile Utente,

La invito a prendere nota della nuova ordinanza, con la quale si rende OBBLIGATORIA la COMPILAZIONE DEL MODULO DI LOCALIZZAZIONE DEL PASSEGGERO che arriva in ITALIA dal 24 MAGGIO 2021. Segue il testo originale della comunicazione pubblicata sul sito del Ministero della Sanità. Buona lettura e buon viaggio!

Modulo di localizzazione passeggero Digital PLF, Passenger Locator Form


La compilazione obbligatoria del modulo di localizzazione del passeggero (Passenger Locator Form – PLF) digitale – dPLF, prevista dall’Ordinanza del 16 aprile 2021, viene introdotta per tutte le persone in arrivo in Italia, attraverso qualsiasi mezzo di trasporto.

I passeggeri, prima del proprio ingresso nel territorio nazionale, sono tenuti a compilare uno specifico modulo di localizzazione in formato digitale, Passenger Locator Form digitale – dPLF.


Adempimenti per il passeggero

A partire dal 24 maggio 2021, a tutti i passeggeri che vorranno fare ingresso in Italia, sarà richiesto di compilare il dPLF prima del proprio ingresso sul territorio nazionale seguendo le istruzioni di seguito riportate:

  • collegarsi al sito: https://app.euplf.eu/#/ 
  • seguire la procedura guidata per accedere al dPLF
  • scegliere “Italia” come Paese di destinazione
  • registrarsi al sito creando un account personale con user e password (è necessario farlo solo la prima volta)
  • confermare l’account tramite il link arrivato all’indirizzo email indicato (è necessario farlo solo la prima volta)
  • compilare ed inviare il dPLF seguendo la procedura guidata

Una volta inviato il modulo, il passeggero riceverà all’indirizzo e-mail indicato in fase di registrazione, il dPLF in formato pdf e QRcode che dovrà mostrare direttamente dal suo smartphone (in formato digitale) al momento dell’imbarco. In alternativa, il passeggero potrà stampare una copia del dPLF da mostrare all’imbarco.

Il dPLF andrà inviato obbligatoriamente prima dell’imbarco. Sarà comunque sempre modificabile il campo relativo al numero di posto assegnato sul volo.

È necessario compilare un modulo per ciascun passeggero adulto; in caso di presenza di minori quest’ultimi potranno essere registrati nel modulo dell’adulto accompagnatore. In caso di minori non accompagnati, il dPLF dovrà essere compilato dal tutore prima della partenza.

La compilazione del modulo digitale, sostituisce la dichiarazione di cui all’art. 50, comma 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 marzo 2021. In casi eccezionali, ovvero esclusivamente in caso di impedimenti tecnologici, sarà possibile compilare il modulo cartaceo. Si precisa che l’autodichiarazione resa alla Polizia di Frontiera dovrà sempre essere esibita in versione cartacea.

Per maggiori informazioni consulta il sito Passenger Locator Form digitale Europeo

Vedi anche la circolare 15 maggio 2021 della Direzione generale della prevenzione del Ministero della salute

Cosa è il Passenger Locator Form (PLF)?

Passenger Locator Form (modulo per la localizzazione del passeggero – anche conosciuto come Passenger Locator Card) è un modulo con cui vengono raccolte informazioni sull’itinerario di viaggio, recapito telefonico e indirizzo di permanenza in territorio nazionale per permettere all’Autorità Sanitaria di contattare tempestivamente il passeggero, qualora esposto ad una malattia infettiva diffusiva durante il viaggio in aereo.


Chi è tenuto a compilare il dPFL?

Chiunque faccia ingresso in Italia dall’estero per una qualsiasi durata, a bordo di qualunque mezzo di trasporto.

Adempimenti per le compagnie dei mezzi di trasporto

Sarà loro compito:

  • garantire la massima diffusione alla notizia del nuovo adempimento ai passeggeri, ove possibile anche attraverso l’invio di email prima del viaggio;
  • collaborare al fine di garantire la totale adesione da parte dei passeggeri al nuovo adempimento;
  • verificare l’avvenuta compilazione del dPLF, che verrà mostrato in formato digitale (smartphone) o in copia cartacea prima di consentire l’imbarco del passeggero sul mezzo;
  • trattandosi di obbligo di legge, non consentire l’imbarco in caso di mancata compilazione

Adempimenti per equipaggi e per il personale viaggiante dei mezzi di trasporto

I membri dell’equipaggio sono esonerati dalla compilazione del Passenger Locator Form.

Data ultimo aggiornamento: 21 maggio 2021 vedi tutto

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VISTI DAL CAMERUN ALL’ITALIA E VICEVERSA

Gentile Utente,

in seguito alla richiesta di informazioni sulle norme che regolano attualmente il rilascio dei visti dal Camerun per l’Italia e viceversa, nell’ambito dell’emergenza sanitaria, si rimanda al seguente link: https://www.esteri.it/mae/it/ministero/normativaonline/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti/focus-cittadini-italiani-in-rientro-dall-estero-e-cittadini-stranieri-in-italia.html.

E si ricorda, in breve, che i VISTI per TURISMO e per AFFARI dal Camerun all’Europa sono momentaneamente sospesi.

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STUDIARE IN ITALIA. IMMATRICILAZIONI UNIVERSITA’ PER STUDENTI E STUDENTESSE STRANIERI A.A. 2021 – 2022

Gentile Candidato, Gentile Candidata,

La informo che sul sito https://www.studiare-in-italia.it/studentistranieri/  è disponibile, in versione italiana ed inglese, la circolare MIUR relativa alle procedure per l’ingresso, il soggiorno, l’immatricolazione degli studenti internazionali e il relativo riconoscimento dei titoli, per i corsi accademici della formazione superiore nell’anno accademico 2021/2022.

Gli studenti e le studentesse internazionali, che richiedono il visto possono già effettuare le pre-iscrizioni on line presso le Università attraverso il portale https://www.universitaly.it/

Per ulteriori informazioni contattare l’ufficio visti dell’Ambasciata d’Italia a Yaoundé al seguente indirizzo di posta elettronica: yaounde.visti@esteri.it .

Con i nostri migliori auguri per il Suo percorso di studi.

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NOTA DI SERVIZIO: FESTIVITA’ PASQUALI

Gentile Concittadino, Concittadina,

La informo che dal 29 di marzo al 18 di aprile 2021 l’ufficio consolare chiuderà per le festività pasquali. I servizi saranno nuovamente attivi da lunedì 19 aprile 2021. Nel caso in cui sorgesse una reale emergenza il numero telefonico dedicato dell’Ambasciata è sempre attivo. Durante questo periodo potrà rivolgersi all’Ambasciata. Per le pratiche scriva a: ambasciata.yaounde@esteri.it; per i visti scriva a: yaounde.visti@esteri.it.

Con i nostri migliori auguri di buona Pasqua.

Cher Usagèrs, Chères Usagères,

le Vice Consulat Honoraire sera fermé du 29 mars au 18 avril 2021. Le bureau consulaires sera opérationel à partir du 19 avril 2021. Pour se reinsegner et déposer des dossiers veuillez contacter les service consulaires de l’Ambassade: ambasciata.yaounde@esteri.it; yaounde.visti@esteri.it.

Joyeux Pâques.

Dear Madam, Dear Sir,

we inform you  that the Honorary Consulate will be closing from the 29th March to the 18 April 2021. During that period, all practices and procedures are processed by the Embassy consular service: www.ambyaounde.esteri.it.

Happy Easter!

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VISTO AFFARI: RISPOSTE PIU’ VELOCI. LA COMMISSIONE EUROPEA CHIEDE IL SUO PARERE. LA PARTECIPAZIONE DELLE IMPRESE.

Gentile Connazionale,

Le inoltro, auspicando nella Sua attiva partecipazione, la comunicazione integrale redatta dall’addetta del settore economico e commerciale dell’Ambasciata, Siri Nangah Spora. Si tratta del questionario della Commissione Europea finalizzato ad accogliere i Suoi suggerimenti per velocizzare le risposte alle domande di visto per affari:

” Estimée Entreprise,
Dans le but de rendre le traitement des demandes de visa plus facile et plus efficace, tant pour les demandeurs que pour les Consulats, la Commission Européenne travaille sur la prochaine numérisation des visas d’entrée dans les pays de l’Union Européenne.

Dans le cadre de cette phase préliminaire, la Commission a récemment lancé une consultation publique sous la forme d’un questionnaire destiné aux demandeurs de visa, représentants de l’industrie, des transports et à d’autres parties prenantes potentiellement intéressées par l’exercice. La consultation devrait se terminer le 3 juin prochain.

Nous vous saurions gré de bien vouloir répondre au questionnaire susmentionné au lien suivant: https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/12758-Digitalisation-of- visa- procédures / consultation publique

En vous remerciant de votre coopération, nous vous adressons nos meilleures salutations.

Spettabile impresa,

con l’obiettivo di rendere la trattazione delle domande di visto più facile ed efficiente, sia per i richiedenti che per i Consolati, la Commissione europea sta lavorando sulla prossima digitalizzazione dei visti d’entrata nei paesi dell’Unione Europea.

Nell’ambito di tale fase preliminare, la Commissione ha recentemente lanciato una consultazione pubblica sotto forma di questionario rivolto a richiedenti visto, rappresentanti dell’industria, dei trasporti e altri stakeholder potenzialmente interessati all’esercizio. La consultazione e’ prevista concludersi entro il 3 giugno p.v.

Si sarà grati a codesta impresa di voler rispondere al questionario summenzionato al seguente link :https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/12758-Digitalisation-of-visa-procedures/public-consultation

Nel ringraziare per la collaborazione, porgiamo cordiali saluti.

Sirri Nangah Spora

Attachée Secteur Economique Commercial

Ambassade d’Italie

Tel.: + 237 220 20 94 74″.

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NUOVA SCADENZA CERTIFICATO ESISTENZA IN VITA PER LA PENSIONE

Gentile Connazionale,

La invito a leggere attentamente la nota informativa sul posticipo delle date entro le quali presentare il certificato, che accerta l’esistenza in vita per il ritiro della pensione. Un cordiale saluto.

L’INPS, in considerazione dell’emergenza sanitaria internazionale tuttora in corso relativa al contagio da Covid-19, ha condiviso con Citibank nuove tempistiche relative al processo di verifica dell’esistenza in vita di coloro che riscuotono le pensioni all’estero, a modifica di quelle precedentemente stabilite.

Le nuove scadenze messe in atto sono riconducibili rispettivamente alle fasi di verifica già intraprese per gli anni 2019-2020, nonché all’avvio delle fasi di verifica per gli anni 2020-2021 per i sottoelencati gruppi di Paesi:

  • Americhe (Nord, Centro e Sud), Paesi scandinavi, Stati dell’Est Europa e paesi limitrofi, Paesi asiatici e del Medio ed Estremo Oriente
  • Europa, Africa e Oceania

Per i pensionati residenti nel Continente americano, Paesi scandinavi, Stati dell’Est Europa e Paesi limitrofi, Asia, Medio ed Estremo Oriente, nonché per quelli residenti in Europa, Africa e Oceania, i quali non abbiano potuto portare a termine le verifiche avviate nell’ ottobre 2019, l’Istituto ha deciso di differire di tre mesi il termine finale per la restituzione delle attestazioni, inizialmente previsto a febbraio 2021.

Conseguentemente, qualora il processo di verifica non fosse portato a termine entro la nuova data indicata del 7 maggio 2021, il pagamento della rata di giugno 2021 avverrebbe in contanti presso le Agenzie di Western Union e, in caso di mancata riscossione personale o di mancata produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 giugno 2021, il pagamento della pensione sarebbe sospeso dalla banca a partire dalla successiva rata di luglio 2021.

Per quanto concerne invece le verifiche per il periodo 2020-2021 per i pensionati residenti in Europa, Africa e Oceania, sempre in accordo con Citibank, l’INPS ha deciso di differire di quattro mesi l’avvio della campagna di verifica, programmato a gennaio 2021. Pertanto, Citibank avvierà la spedizione dei moduli di richiesta di attestazione dell’esistenza in vita la prima settimana di maggio 2021 e tale modulistica dovrà essere restituita alla banca entro il 7 settembre 2021. Qualora il processo di verifica non fosse completato entro il termine fissato, il pagamento della rata di ottobre 2021 avverrebbe in contanti presso le Agenzie di Western Union e, in caso di mancata riscossione personale o di mancata produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 ottobre 2021, il pagamento della pensione sarebbe sospeso dalla banca a partire dalla successiva rata di novembre 2021.

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MACCHINARI, LOGISTICA, TRASPORTI, AUTO, ENERGIA, AGRO- PROCESSING ED EXPORT: INTERESSI ITALIANI INTERESSATI DAL LIBERO SCAMBIO IN AFRICA. “OCCHIO A”: SUDAFRICA, KENYA, GHANA, AFRICA DEL NORD. E COSTA D’AVORIO

Gentile Cittadino, Cittadina,

come anticipato riporto le interviste di Alberto Magnani a Marina Mira Ercole, consulente al think tank di “The European House Ambrosetti”, e ad Alberto Quintavalla, responsabile sales manager di Cft Group, sulle possibilità e sulle difficoltà del African Continental Free Trade Africa. Buona lettura!

Intervista 1. Marina Mira d’Ercole, “Macchinari e logistica tra i settori d’interesse”

Uno degli obiettivi dell’Acfta è aumentare l’attrattività del continente verso le imprese internazionali. Incluse quelle italiane, anche se bisognerà attendere “il medio periodo” prima che l’intesa dia i suoi frutti. Lo pensa Marina Mira Ercole, consulente al think tank ” The European House Ambrosetti”.

Quali settori potrebbero interessare le imprese italiane?

Vari. Il comparto dei macchinari funzionali all’industrializzazione interna, il packaging per garantire food security standard, ma anche tutto il settore della logistica e dei trasporti a partire dai comparti del ferroviario per il trasporto merci.

A proposito di trasporti: l’auto?

Anche l’automotive è un settore che dovrebbe svilupparsi per grandi cluster regionali, e farà da leva a una filiera locale di componenti. Infine tutto il settore energetico anche in vista dello sviluppo della green economy, le costruzioni e l’agro-processing e la cessione di tecnologie su vari fronti, dal digitale al know how di processo (ad esempio water management).

I Paesi da tenere d’occhio ?

Il Sudafrica, che incide sul 30%del Pil africano, il Ghana ma anche la Costa d’Avorio, il Kenya e i Paesi dell’Africa del Nord. La Nigeria è meno aperta di altre economie africane, ma per dimensione può avre un suo potenziale.

I limiti dell’accordo non mancano…

Credo che il problema piu’ grande, oltre alla complessità implementativa, siano le improvvise crisi politiche. Nessuno pensava ad una crisi così importante in Etiopia, o all’instabilità nel Mozambico del Nord, alla crisi dei Paesi del Sahel o l’irrisolta stabilizzazione della RDC.

La UE che ruolo può giocare ?

Può e deve posizionarsi come partner privilegiato. Non solo perché una maggior presenza e sforzo di cooperazione è di reciproco interesse economico, politico e sociale (si pensi al tema migratorio) ma perché c’è un tema di legame culturale che va coltivato. La Cina fa storia a sé, Russia e Turchia si inseriscono in Stati più fragili e sono quindi forze non certo unificanti. L’Accordo è un’occasione per ristabilire un rapporto.

Intervista 2. Alberto Quintavalla, “Il commercio interno aiuta il nostro export”.

Aberto Quintavalla è regionale sale manager di Cft Group, un gruppo di Parma che si occupa di impiantistica e confezionamento di alimentari. La società è già presente in varie aree dell’Africa nei settori di prima trasformazione, seconda trasformazione e packaging secondario in vari imballaggi come scatole in banda stagnata, lattine, pet e imballaggi flessibili. Nonostante la crisi del Covid, il mercato africano è valso il 155 del fatturato 2020 ed è in via di apertura una nuova fabbrica in Burkina Faso.

Che benefici vi aspettate dal debutto dell’African Continental Free Trade Area?

L’accordo può essere il volano che farà aumentare le quantità di export e il commercio tra Stati interafricani. Per un business come la prima trasformazione, la possibilità di esportare una commodity come il pomodoro concentrato o la purea di mango tra i vari Stati del continente africano e senza avere dazi all’importazione può favorire lo sviluppo di nuove realtà industriali e valorizzare l’enorme potenziale agricolo dei Paesi africani. Non va dimenticato che ad oggi il continente africano dipende molto dall’importazione di prodotti semi-lavorati da Cina (pomodoro concentrato) e India (purea di frutta tropicale).

Viceversa, che limiti vedete nell’accordo?

A mio avviso, il segnale di maggiore preoccupazione è la mancata ratifica da parte della Nigeria che è l’economia più grande e strutturata del continente. Senza la sua adesione l’area di libero scambio potrebbe avere un raggio d’azione limitato. Tanto per intenderci è come se all’interno della UE venissero a mancare le maggiori economie manifatturiere come Italia e Germania.

E sul fronte dell’implementazione?

Un’altra problematica è l’eccessiva burocratizzazione dei singoli Stati, che può rallentare il processo d’integrazione e ricezione delle norme, senza le quali si vanificherebbero i benefici portati dalla liberalizzazione del commercio.

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Acfta: il 1° GENNAIO E’ NATA L’AFRICAN CONTINENTAL FREE TRADE AREA: L’AREA DI LIBERO SCAMBIO PIU’ GRANDE DEL MONDO. OBIETTIVI E ATTUAZIONI

Gentile Connazionale, Gentile lettore/trice

auspicando di farLe cosa gradita, pubblico l’articolo apparso domenica sul quotidiano “Il Sole 24 ore”, sull’accordo che dovrebbe dare luogo al più grande mercato di libero scambio del mondo. 54 Paesi africani dovrebbero realizzare un unione doganale, abbattendo i dazi e armonizzando le regole. Questi gli intenti, ora ci dovrebbero essere le concretizzazioni. Da segnalare la non partecipazione dell’Eritrea e la mancata ratifica al trattato della Nigeria, che è l’economia più grande e strutturata del continente. Seguiranno due interviste.

PROVE D’INTEGRAZIONE TRA LE ECONOMIE AFRICANE

Alberto Magnani:

” Lagos e Accra, la capitale economica della Nigeria e quella effettiva del Ghana, distano meno di 500 chilometri fra loro. Eppure, la tratta può chiedere fino a un giorno di viaggio per le migliaia di commercianti che si muovono sulla rotta passando per Benin e Togo. Una routine “puntellata da ingombranti controlli di frontiera e richieste di mazzette”, spiega Mahamadou Diarra, professore di economia all’Università di Koudougou e consigliere del presidente del Burkina Faso, Roch Marc Christian Kaboré. Quella fra le due città è solo l’esempio di una delle barriere che dovrebbero essere smantellate dall’African Continental Free Trade Area: il maxi – accordo di libero scambio che includerà 54 dei 55 Paesi del continente (solo l’Eritrea si è tenuta fuori , mentre la Nigeria non ha rettificato l’accordo)), entrato in vigore il 1° gennaio 2021 dopo un ritardo di sei mesi a causa del Covid.

Si parla della più importante area free-trade che sia mai stata approvata su scala globale, con un bacino di 1,2 miliardi di persone e un Pil complessivo che si aggira sui 3.400 miliardi di dollari Usa. Il patto, orchestrato dall’Unione Africana e ratificato allo scorso dicembre da 34 Paesi, mira alla creazione di un mercato unico per la circolazione di merci e capitali, con una spinta all’industrializzazione che aumenti l’indipendenza delle economie e dei prodotti africani. Tra i pilastri ci sono la costituzione di un’unione doganale, l’abbattimento dei dazi sul 90% dei prodotti entro 2035, la liberalizzazione dei servizi chiave e il superamento delle barriere non tariffarie che intralciano il commercio interno al continente, riducendo le lungaggini burocratiche e incentivando una maggiore armonizzazione normativa. Il potenziale è sterminato, almeno sulla carta.

La Banca mondiale si è spinta a pronosticare un incremento di 450 miliardi di dollari Usa per l’economia africana entro il 2035 (+7%) con 76 miliardi di valore aggiunto per il resto del mondo. Le esportazioni, sempre secondo la World Bank, potrebbero lievitare progressivamente di 560 miliardi di dollari. Come? Il primo effetto benefico dell’intesa arriverebbe dal potenziamento degli scambi intra-africani, oggi schiacciati su valori minimi rispetto agli standard internazionali. “Tra 2010 e 2019, quasi il 90% delle esportazioni dell’Africa era diretto fuori dal continente. In Asia ed Europa la proporzione è inferiore al 40% – spiega Diarra dell’Università di Koudougou-. La riduzione dei dazi doganali e barriere non tariffarie permetterebbe di “creare” scambi di beni e servizi tra i Paesi africani, tanto più che il continente è molto poco sfruttato”.

L’incremento dell’export verso altri Paesi africani, fermo nel 2017 al 16,6% del totale, può un effetto-leva a favore di due tasti dolenti dell’economia continentale: industrializzazione e diversificazione. Sul primo fronte, ” l’aumento delle dimensioni del mercato permetterà alle imprese di penetrare in settori caratterizzati da economie di scala, in particolare in manifatturiero – spiega Diarra-. A lungo termine l’accordo, è uno strumento per la creazione di posti di lavoro dignitosi e quindi una buona leva per ridurre la povertà del continente”. Sul secondo, l’incremento di dimensioni di mercato giocherebbe un ruolo chiave nella trasformazione industriale.

“L’accordo – dice Diarra- – promuoverà la diversificazione verticale delle esportazioni dei Paesi africani, penetrando nelle catene globali dei valori e, magari, facilitando la rottura di monopoli e oligopoli nazionali”. Fin qui, però, si parla di obbiettivi. L‘Acfta è un esperimento inedito e rappresenta il culmine, simbolico, di un processo di integrazione che rientra negli obiettivi fondanti dell’Unione Africana. Ora si passa alla fase più ostica, quella dell’attuazione.

” E’ un’intesa che crea un momento politico importante e dà visibilità al processo di integrazione – dice al Sole 20 Ore, Sean Woolfrey, policy officer al think tank Ecdpm- Ma attuarlo significa approvare leggi e fare cambiamenti istituzionali. Non sarà facile”. Fra gli ostacoli ci sono infrastrutture fragili o del tutto assenti, burocrazie invasive e magari ostili all’apertura economica (si legga il caso della Nigeria nell’articolo a fianco), fino a un’instabilità politica cha va dall’escalation du violenze terroristiche in Sahel e Mozambico alle crisi di Paesi stabili, come l’Etiopia. Senza dimenticare la ferita aperta del Covid, la pandemia che prima ha arrestato la corsa più che ventennale del Pil continentale e ora, nella sua seconda ondata, si sta manifestando con numeri che preoccupano “anche” per un impatto sanitario meno evidente nel 2020.

Il paradosso, però, è che proprio la crisi pandemica potrebbe aver sortito un effetto – involontariamente – positivo: mettere in risalto i limiti della dipendenza dall’esterno e accentuare l’urgenza di un’ integrazione economica e politica. Come ha ricordato il presidente del Ghana, Nana Akufo-Addo, una delle ambizioni della “nuova Africa” è diventare davvero autonoma.

Fonte: “Il sole 24 ore”, Domenica, 24 Gennaio, 2021, pag. 7., Anno 157°, Numero 23, http://www.ilsole24ore.com

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