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L’Italie sur RADIO NOSTALGIE

Ce soir jeudi 1 Septembre 2011 de 18 à 21 H sur RADIO NOSTALGIE 96 FM, le programme NOSTA FOLIZ tiendra un spéciale sur l’ITALIE, les ITALIENS au Cameroun et les CAMEROUNAIS en Italie. Sur le plateau Radio seront présents le Consul d’Italie à Douala et d’autres représentants de la Communauté Italienne au Cameroun et le public pourra interagir et poser ses questions sur place ou en téléphonant pendant l’émission!

BRANCHEZ VOTRE RADIO sur 96.00 FM!

 

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La nuova iniziativa della Comunità di Capodarco in Camerun

La Comunità Internazionale di Capodarco è presente in Cameroun dal 1997 anno in cui ha iniziato la sua collaborazione con la ong EMICAM associazione senza fine di lucro per lo sviluppo integrale dell’infanzia/adolescenza in condizione di estremo disagio e la promozione della donna creata e diretta da Maria Patrizia Avodo.
Questa prima iniziativa ha portato alla realizzazione della prima casa-famiglia realizzata a Yaoundè e poi nel corso degli anni a tutta una serie d’interventi in campo sanitario, formativo, sviluppo di piccole attività produttive, empowerment femminile, etc…
Questo processo di cooperazione ha proseguito senza soluzione di continuità sino ai nostri giorni ma il 3 Ottobre 2010 Maria Patricia Avodo fondatrice dell’Emicam, collaboratrice e soprattutto amica di Capodarco, è morta lasciando un vuoto profondo dal punta di vista emotivo ed umano ed anche un retaggio di responsabilità ed impegni da onorare e da portare avanti anche senza la sua presenza ed il suo prezioso apporto.
Come Capodarco ci siamo immediatamente mobilitati per organizzare e dare continuità al nostro programma attraverso una missione tecnica del nostro responsabile paese Fabio Piccarreta che aveva come obiettivo quello di individuare i settori della nostra cooperazione che più necessitavano ancora di sostegno ed accompagnamento nel breve e medio termine.
E tra questi, il settore più vulnerabile ed a rischio è quello dei bambini, degli adolescenti e dei minori che non è al centro di alcun tipo di politica sociale a protezione dei loro diritti e dei loro bisogni. Ci riferiamo ai bambini / minori orfani e/o abbandonati che versano in una drammatica situazione di estremo disagio e che come Capodarco ed insieme a Maria Patrizia abbiamo accolto nel corso di questi anni nelle nostre strutture dando loro accoglienza, sostentamento, animazione, educazione scolastica e ove possibile, inserimento lavorativo.
La scomparsa della nostra amica e partner Maria Patrizia Avodo ha acuito ancor di più la situazione di disagio e di estrema gravità della situazione, venendo a mancare per tutti i bambini accolti un punto di riferimento fondamentale per la loro esistenza, un’altra madre che con la sua presenza era in grado di attenuare traumi pesanti, era in grado di ridare un progetto di speranza e di futuro.
Si è trattato quindi di raccogliere il testimone da lei lasciato, si tratta ora di farci carico di questa situazione “ingiusta e cattiva” e dare continuità al progetto di accoglienza dei bambini/minori attualmente ospiti nella Casa famiglia Franco (il nome è un ulteriore testimonianza del rapporto che legava e lega Maria Patrizia a noi…infatti è chiamata così in onore di Franco Monterubbianesi fondatore nel 1966 e tuttora leader della Comunità di Capodarco) attraverso un progetto di sostegno alle attività che si realizzano nella Casa Famiglia partendo dal mero sostentamento degli ospiti sino al loro vero e proprio inserimento sociale attraverso scolarizzazione, formazione, orientamento e/o inserimento lavorativo. Potremo insomma definirlo un progetto di sviluppo integrale dell’individuo mediante il suo ruolo centrale, unico, protagonista del proprio destino.
Alla luce di quanto detto, ci stiamo dando da fare per trovare aiuti e solidarietà che possano garantire questi “nostri” ragazzi ma ci rendiamo conto che la realtà attuale che sta vivendo il nostro paese è tale che trovare la copertura a tutte le spese occorrenti è difficile ed ha bisogno di tempo, dedizione e una costante ostinazione che ci porta a chiedere il vostro aiuto per questo primo anno della casa famiglia. Sara, per noi, una risorsa importante che ci permetterà di portare avanti un lavoro di sensibilizzazione in grado di assicurare, per il futuro, una vita dignitosa e un futuro migliore ai ragazzi accolti. Sarà nostra premura informarVi dell’andamento del progetto, di aggiornarvi su come si evolve la casa famiglia, di inviarvi documentazione ed informazioni adeguate ed ogni notizia in merito ai bambini accolti.
Saremo anche felici di poter condividere con voi momenti comuni di solidarietà e di sensibilizzazione che possano presentare la realtà del sud del mondo e del lavoro che facciamo, silenziosamente, per rispondere al grido di giustizia che tante volte non riusciamo a sentire.

Riepilogo in breve del progetto
L’iniziativa consiste nel consolidamento della Casa Famiglia Franco.
L’accoglienza e l’assistenza saranno il primo passo di un percorso che ha come suo epilogo lo sviluppo integrale della persona
accolta e quindi la valorizzazione delle loro capacità qualsiasi esse siano. Nel corso dell’anno si svilupperanno quindi corsi di
alfabetizzazione per coloro i quali necessitano d’istruzione di base. Inserimento scolastico per coloro i quali già sono in grado di
frequentare le scuole, formazione mirata all’inserimento lavorativo per i più grandi, prevenzione ed assistenza sanitaria per tutte le
persone accolte con particolare attenzione ai soggetti affetti da HIV. Tutto ciò sarà coordinato da Marie Bernarde che ci offre il
massimo delle garanzie per ciò che riguarda capacità, affidabilità e continuità con il lavoro fin qui svolto in Cameroun da Capodarco
e sarà supervisionato dal coordinatore di Capodarco Cameroun Fabio Piccarreta.

Gli artisti e giovani artisti del Camerun a sostegno della Casa Famiglia “Franco” d’Okola
<< Con l’ong Italiana Comunità Internazionale di Capodarco abbiamo cominciato il 15 novembre 2010 l’esperienza della casa famiglia “FRANCO” nel villaggio di Okola accogliendo i più deboli, ancora una volta i bambini provenienti da famiglie sieropositive o bambini divenuti orfani. La casa famiglia sorge precisamente nella regione della Lekie. Conoscevo questa regione per alcune attività di formazione che avevo organizzato insieme alla popolazione di alcuni villaggi circostanti. Nel 2009, verso febbraio, ricordo che la popolazione locale sapendo della mia presenza in Camerun come rappresentante della Comunità Internazionale di Capodarco, mi
chiese di aiutarli a realizzare un attività, qualcosa che permettesse di avere delle entrate economiche utili per loro e per lo sviluppo del villaggio. In quello stesso periodo lo stato del Camerun riconosceva i benefici quasi miracolosi del cacao, del burro di cacao e di una nuova pianta proveniente da Israele chiamata Moringa. Iniziammo così ad organizzare con la collaborazione dell’associazione camerunese Emicam delle formazioni destinate alla popolazione del territorio sulla trasformazione del cacao in cioccolata e burro di cacao e la trasformazione del Moringa in polvere. Ed in questo periodo che presi contatto con le povertà di questa regione, dove al di là di lunghe e fitte vegetazioni, mancavano per i giovani luoghi di formazione, e per la popolazione luoghi in cui poter ricevere cure sanitarie di qualità ma soprattutto che non siano costose o sproporzionate in base alle possibilità economiche possedute. Ma mi trovavo ancora una volta di fronte ad un fenomeno già vissuto durante il mio periodo ad Akonolinga. Anche qui nella Lekie alcuni bimbi, giovani ma anche adulti, si trovavano in uno stato d’abbandono in cui nessuno, Stato compreso, se ne occupava. A causa della stregoneria, oppure di malattie come l’Aids, oppure di gelosie tra clan familiari, o per situazioni di violenza delle donne da parte degli uomini, oppure semplicemente abbandonati a se stessi e senza possibilità alcuna di integrazione sociale, capii che un certo numero di persone non aveva la possibilità di un posto in cui rifugiarsi per cercare protezione, oppure semplicemente trovare un aiuto temporaneo o delle possibilità di riscatto sociale. É a queste persone che si rivolge la COMUNITA’ che stiamo creando proprio qui nella Lekie, nel piccolo villaggio di Okola. Ma le spese sono molte! Accogliere persone nella casa famiglia significa dare loro del cibo, sostenere le cure mediche utilizzando gli ospedali locali, occuparsi della formazione scolastica e professionale ecc. ecc. In questa situazione già difficile, la casa famiglia attualmente è in una struttura di cui paghiamo mensilmente un fitto, anche per il terreno circostante. Soprattutto il terreno è molto utile perché da qui coltiviamo e produciamo una parte essenziale della nostra alimentazione. Ma vogliamo comprare uno spazio nostro, un terreno in cui costruire una casa come luogo protetto e di aiuto per bimbi e persone in difficoltà. In quest’opera abbiamo chiesto aiuto agli artisti del Camerun e nello stesso tempo ci siamo proposti di aiutarli. Gli artisti, per la maggior parte giovani, mi hanno permesso di venire in Italia con una parte dei loro lavori che attraverso la vendita ci permetterà di sostenere una parte dell’acquisto del terreno. Allo stesso tempo parte del ricavato sarà destinato agli artisti. Questo principio del reciproco aiuto, cioè del “povero che aiuta il povero”, è alla base del nostro modo di agire. Anche nella casa cerchiamo di applicare lo stesso principio. Quindi i bimbi più grandi si occupano di quelli più piccoli, gli adulti che vengono a rifugiarsi da noi si occupano della gestione quotidiana della casa.
Attualmente nella casa vivono 25 bambini e tre adulti sottratti a situazioni pericolose. La casa viene quotidianamente coordinata dalla nostra dolce e autorevole “Maman” Marie Bernard e poi ci sono io. Il numero di coloro che occupa la casa varia periodicamente, ma nella struttura in cui siamo oggi possiamo ospitare fino ad un massimo di 35 persone.>>
Fabio Piccarreta
COME FARE PER RICHIEDERE IL LAVORO DELL’ARTISTA : Di seguito sono riportate le opere che possono essere richieste attraverso la donazione minima indicata accanto ad ogni lavoro. Ogni lavoro è un pezzo unico dell’artista e pertanto lo si considera devoluto solo dopo la ricezione della donazione. L’oggetto sarà inviato con spedizione postale e le spese saranno a carico del richiedente. Per ordinare l’oggetto o per informazioni scrivete a pro.jeremie@yahoo.it

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CICa-Communauté Internationale de Capodarco
Siege du Cameroun
B.P. 20312 Yaoundé – Cameroun
web: www.capodarcojeremie.org

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Comment obtenir en Italie la carte de sejour, la naturalisation, etc

Pour obtenir un des ces documents ou se renseigner sur un de ces arguments

CARTE DE SEJOUR APRES 5 ANS

CITOYENNETE ITALIENNE

DECRETO FLUSSI 2010-2011

CONTRAT TRAVAIL SUBORDONNE

RECONJUNCTION FAMILIALE

PERMIS DE SEJOUR POUR CHEF D’ENTREPRISES

Veuillez consulter le site sur l’emigration à travers le link ci-desous

EMIGRAZIONE NOTIZIE

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Pubblicazione del Libro La diffusion de l’italien dans l’espace sociolinguistique africain

Gentile Dott. Battistella,

spero di fare cosa gradita informandoLa che è uscito un libro relativo a La diffusion de l’italien dans l’espace sociolinguistique africain. Il lavoro deriva dalla mia ricerca dottorale svolta presso l’Università per Stranieri di Siena dal 2007 al 2010. Il libro è pubblicato in francese, con una prefazione del Prof. Massimo Vedovelli,  presso l’editore Editions Universitaires Européenes.

La ricerca ripercorre il cammino della lingua italiana in Africa negli ultimi 150 anni, ricordando la situazione coloniale (Corno d’Africa e Libia) e migratoria (Nord Africa, Sudafrica) del passato e le nuove migrazioni dell’Italia verso i 53 paesi del continente.

Inoltre, il lavoro analizza in modo specifico la situazione della lingua italiana in tre paesi africani: il Camerun, il Gabon e il Senegal.

Nel volume sono presentati i dati recenti relativi all’immigrazione camerunense in Italia.

Per avere, invece, un quadro sulla storia linguistica della colonizzazione e dell’emigrazione italiana in Africa, in lingua italiana, rinviamo al recente manuale di Vedovelli M.: Storia linguistica dell’emigrazione italiana nel mondo (Roma, Carocci, 2011) che ripercorre la situazione della lingua italiana nei 5 continenti, e quindi anche in Africa, negli ultimi 150 anni.

Colgo l’occasione per ringraziare i servizi dell’ambasciata per alcuni dati, relativi al Camerun, forniti durante la ricerca.

Cordialmente,

Raymond Siebetcheu

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Proiezione documentario al Festival Ecrans noirs

Dans le cadre du Festival du cinéma “Ecrans Noirs” de YAOUNDE sera présenté, en concours, le documentaire intitulé “Les fleurs à la fenêtre” (tourné au Cameroun), du réalisateur italien Giovanni Princigalli.

Lieu: CNPS, Yaoundé.

Date: vendredi 24 juin

Heure: 14h00

Tous les renseignements concernant M. Princigalli peuvent être repérés en suivant ces links:

in english & italian: http://www.italiandoc.it/area/public/wid/TNT/scheda.htm

http://www.filmsdocumentaires.com/films?search=princigalli

Buona visione

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Concert d’Opera – Consolato Italiano Douala

A l’occasion de la Fete Nationale, le Consul d’Italie à Douala Mauro Battistella Vous invite au Concert d’Opera qui se tiendra à l’Institut Francais le 3 JUIN 2011 à 19H precises.

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RADUNO DELLA VESPA – PIAGGIO

Lundi le 2 MAI 2011

après la Fête du Travail

il y aura LA FETE DE LA VESPA !!!

1ere Rencontre des Amateurs de la

Vespa  à Douala

Trouvons nous tous ensemble pour montrer la
ville que nous sommes toujours nombreux!
Venez partager votre amour et expériences et
fêter cet objet magnique…
(une boisson par Vespa)
Programme:
14h00 : Rassemblement à côté du Palais de Dika Akwa
14h30 : Départ pour une ballade en ville en Vespa
16h00 : Réunion a la BASE ELF pour causer de notres
bécanes en buvant un pot oert a chaque participant
A bientot!

Informations: 95 99 78 26
S.V.P. si possible envoyez un SMS ou CALL ME BACK
pour conrmer votre participation


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Cinema Italiano – Cinéma Italien

Le Cycle de Cinema Contemporain Italien a debuté le 29 Mars 2011 et continuera dans les journées du 12 et 28 Avril. RDV au CCF Blaise Cendrars à 17h30 et 19H. Entrée libre et gratuite!!!!

MARDI 12 AVRIL 2011

BONNE VISION!!!!

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MAMI WATA

Lungo la costa dell’Africa che si affaccia sul Golfo di Guinea, tra Togo, Bénin, Ghana e Camerun, Mami Wata è considerata un vodu che vive nelle acque dell’oceano. E’ la “sirena”. Ma Mami Wata, è nomade e la si può trovare in molti altri paesi africani, nei Carabi, in Brasile e anche in Europa. Molte sono le sue identità e notevole la sua capacità di metamorfosi e adattamento: regina delle acque, dea della fertilità, avida accumulatrice di denaro, vanitosa e dispettosa despota nei confronti dei suoi adepti, sirena, incantatrice di serpenti, donna e uomo, ammaliatrice, prostituta e amante gelosa. 

Mami Wata è “moderna”, straniera rispetto ai luoghi che la ospitano, viaggiatrice ed esotica, promessa di una felicità ineffabile ma sempre più seducente. Mami Wata incorpora le ambiguità dell’essere umano e della società contemporanea, promessa di ricchezza e minaccia di morte. Secondo i suoi adepti, vive in una bellissima e futuribile città situata nel fondo del mare, ma accettare il suo invito ad abitare la città invisibile, significa accettare di abbandonare la propria vita, la materia della propria esistenza e venire trascinati per sempre nei neri abissi dell’oceano. Firmare un patto con lei può assicurare il successo e la ricchezza ma il prezzo da pagare può essere molto elevato.

In occasione della mostra “Nel nome di Mami Wata – ‘sirena’ del vodu” attualmente in corso a Rimini al Museo della Città (fino al 6.3.2011), il Centro Studi Archeologia Africana ha pubblicato il volume monografico “Mami Wata, l’inquieto spirito delle acque”. Il volume, a cura di Alessandra Brivio, raccoglie una serie di saggi di studiosi italiani ed internazionali su Mami Wata, dal Senegal al Congo.

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Progetto Merci Madame!

“Merci Madame” è il progetto per sostenere a distanza la nostra casa famiglia “Francò”  che accoglie 30 bambini dai 0 a 16 anni del Cameroun. La casa famiglia è stata fondata nel novembre 2010 per volontà di Capodarco nel villaggio di Okolà – Yaoundè.

La lettera inviata dal Dott. Fabio PICCARETA

Cari Antonio, Piero, Rita e tutti gli amici di “Merci Madame”

è poco più di un mese che sono qua nell’ambito del nuovo incarico affidatomi da un’organizzazione italiana che si occupa di adozioni internazionali. Oltre all’interesse per questo nuovo incarico, sono stati anche altri i motivi che mi hanno spinto ad accettare questa proposta: l’amore che ormai in questi anni ho maturato verso questo paese e, soprattutto, il vincolo che mi lega al progetto precedente, a Capodarco, e alla casa famiglia che stiamo continuando a mandare avanti seguendo il percorso che Patrizia ci ha indicato fino all’ultimo.
Abbiamo chiamato proprio per queste ragioni il progetto “Merci Madame” ed a questa iniziativa io assicurerò, in concerto con Antonio, Piero e l’ufficio di Roma la mia attenzione e tutto il tempo disponibile che mi rimarrà.
Per ora posso già dirvi che ho visitato la casa, incontrato Honorine, la nostra nuova coordinatrice (era una consorella di Patrizia che le è stata vicino fino alla sua scomparsa). Quello che ho potuto constatare va oltre le mie più rosee aspettative: è come se i bambini siano riusciti miracolosamente a superare il trauma della scomparsa di Patrizia e li ho trovati sereni, “ingrassati” (hanno tutti messo su qualche chilo, anche quelli sieropositivi che sono sempre stati i più magri).
Allo stato attuale ospitiamo 35 bambini / adolescenti, sono stati tutti iscritti a scuola, abbiamo comprato loro i libri e fornito le cure necessarie a chi si era ammalato o indebolito per la sieropositività… ( vi allego alcune foto recenti)
Mi preme ringraziare le persone che stanno sostenendo il progetto “Merci Madame” della Comunità Internazionale di Capodarco,  il loro aiuto è importante per andare avanti operativamente e fondamentale per andare avanti emotivamente. Ne vale proprio la pena.

Un abbraccio.
Fabio

Carissimi tutti vi invio quello che mi comunica Fabio,
voglio condividere con voi che ci sostenete queste buone notizie e qualche riflessione che viene di getto, quasi da sé a sei mesi dalla scomparsa di Madame Avodo.
Penso che (raramente) possa accadere che alcune persone venute a mancare senza “alcun preavviso” diventino sempre più presenti…è qualcosa di misterioso, difficile da spiegare eppure è come se in luogo del “grande vuoto” il dopo di loro sia sempre più pieno della loro presenza.
Patrizia era una di queste persone e la sua scomparsa ha lasciato un “grande pieno” che, giorno dopo giorno, assume sempre più significato e senso.
Ero molto preoccupato del dopo di lei e pessimista sul destino delle attività ancora in corso in Cameroun soprattutto per quella che è per noi prioritaria, cioè il mantenimento della casa – famiglia, la cura dei 30 bambini / adolescenti accolti, le prospettive sul loro futuro. Invece, non appena passato il periodo di smarrimento fisiologico determinato dalla sua scomparsa, le cose stanno riprendendo forma collocandosi in un percorso di nuovo lineare, chiaro ed affrontabile malgrado le difficoltà ancora esistenti ed ineliminabili totalmente in un contesto qual è l’Africa.
Gran parte di tutto ciò è possibile per il lavoro di “semina” che Patrizia aveva portato avanti negli anni sia nel suo paese, sia qui in Italia (e quest’ultimo è il dato più suggestivo e “commovente”). Un lavoro spesso sottovalutato da noi “bianchi”, da me per primo, tesi come siamo al raggiungimento immediato del risultato, condizionati dal contingente, dall’emergenza “permanente”, dal fare i conti con il breve periodo e con il “subito e l’adesso”.
Madame invece era amica dello spazio (e nemica del tempo…) e pian piano costruiva il suo spazio per un “respiro più lungo”  che dopo di lei magicamente continua a sentirsi e a connetterci, costruiva il suo spazio per  lasciare una costellazione (da Trento ad Avellino, dalla Puglia al Piemonte, passando per le Marche, il Lazio ed oltre…) che permette ora di affrontare il dopo di lei con ottimismo e speranza visto il coinvolgimento che molti di voi hanno nei confronti del progetto “Merci Madame” . Questo qui in Italia…
Nel suo paese Madame si spendeva per la sua gente sofferente e oppressa caricandosi di tutti i pesi e i dolori che incontrava, troppi pesi e troppi dolori… e il caricarsi i pesi del prossimo, per alleviarne le sofferenze e curarne le ferite, l’essere portatori di speranza può portare a spingersi troppo avanti (io credo che quei pesi, quel 3 ottobre erano “diventati insostenibili”…più della malaria, più dei suoi problemi fisici) ed a rimanere spesso soli, incompresi anche da chi “doveva “ restarle vicino…
Le son rimaste vicino alcune persone che avevano condiviso il suo vissuto già in anni lontani, persone che non apparivano molto ma che, nell’ombra e umilmente la sostenevano soprattutto nei momenti bui.
Una di queste persone ha raccolto il testimone di Patrizia. Si chiama Honorine Mbogo, anche lei suora come Patrizia con cui ha condiviso il percorso spirituale ed esistenziale compresa la ferma volontà di ritornare nel suo paese e tra la sua gente anche contro la volontà delle gerarchie ecclesiastiche.
E’ lei ora la responsabile della Casa (con la supervisione di Fabio…), è una donna intelligente, efficiente e dolce. E’ molto amata dai bambini e non solo per quel loro grande “bisogno di madre “ che la scomparsa di Patrizia aveva acuito per l’ennesima volta…
Honorine era in ospedale ad accudire Patrizia quel tre ottobre…Mi ha raccontato che le uniche parole da lei pronunciate quel giorno furono “…Continuate in ciò che è giusto” , tipico della Madame che ho conosciuto. Lei non parlava molto…
Un abbraccio
Antonio

P.S. Fabio ci scrive che i bambini accolti sono, attualmente, 35, Ma lì “il tassametro” continua a correre e le segnalazioni e le domande di accoglienza sono tante. Se continueremo insieme e se i sostenitori di “Merci Madame” aumenteranno potremo realisticamente pensare di farci carico di altre persone e delle loro storie.
Io ci spero.

Le coordinate del progetto “Merci Madame” (adozione della casa famiglia) sono:
Banca Popolare di Bergamo – Agenzia 116 – Tuscolana –  IBAN IT93M0542803203000000001318
Poste Italiane – Agenzia Capannelle – c/c 8743000
intestati alla Comunità Internazionale di Capodarco – causale “Progetto Merci Madame”

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CICa-Communauté Internationale de Capodarco
Siege du Cameroun
B.P. 20312 Yaoundé – Cameroun
web: www.capodarcojeremie.org

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